Presepe Vivente a Quarto
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Poche parole come “Natale” rievocano nella nostra mente il loro significato immediato. Natale significa perciò freddo, significa paesi e città illuminati a giorno e migliaia di gambe e di braccia freneticamente in corsa contro il tempo per acquistare il più bel regalo, il giaccone più caldo, per preparare l'albero più appariscente o organizzare le settimane bianche più “in”.

Natale per tante persone significa altresì nascita di Cristo, l’evento che ha cambiato il corso della storia. Un Dio che si è fatto carne per divenire nostro compagno di viaggio.

Quest’evento che San Francesco di Assisi volle rappresentare a Greccio nel primo Presepe vivente è per la nostra comunità parrocchiale una buona occasione per rivivere quella magica notte, notte di luce e di estrema tenerezza di un Dio che ci ama così tanto da farsi bambino.

Ecco perché la realizzazione del presepe vivente a Quarto non vuole essere soltanto un invito a riscoprire e far riscoprire ai visitatori un’antica tradizione molto radicata nelle nostre terre del meridione d’Italia, ma soprattutto un’esortazione allo stupore: stupore dinanzi al mistero dell’INCARNAZIONE del Verbo, stupore al cospetto di un piccolo essere di carne che si propone come Dio-con-noi.

Da questa iniziativa, non priva di difficoltà organizzative, ci attendiamo altresì che possa scaturire una ventata di energia nuova, che dia linfa e valorizzi in maniera permanente, sotto il profilo ambientale e quello commerciale, una zona di Quarto conosciuta come la "Macchia”, di grande interesse paesaggistico e ambientale ma un po’ emarginata.

L’augurio infine è che questa sacra rappresentazione della Natività possa essere motivo di profonda riflessione e indurre ciascuno di noi a sapersi mettere in discussione, a sentire il bisogno di un Dio amico che ci guidi e ci accompagni nel cammino della vita.

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MassaieTessitrici Lavandaie Pozzo Edizione 2006